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Massimo Fedeli

Studia fisarmonica dagli 8 agli 11 anni, passando subito dopo al pianoforte.
Approfondisce poi lo studio del piano, dell'armonia e dell'arrangiamento avvalendosi dell'insegnamento dei maestri: Andrea Alberti, Cedar Walton, Harold Mabern e Paul Jeffrey.
Nel 1987 inizia a collaborare con i "Silent Circus" come pianista, compositore ed arrangiatore.Partecipa con essi a molte rassegne Jazz di rilevanza nazionale ed internazionale (UMBRIA JAZZ 89, SIENA JAZZ 90 e 91 ecc.)
Nel 1989 collabora con i "Kammerton Vocal Ensamble" in qualità di pianista e tastierista.
Nel suo panorama concertistico compaiono collaborazioni importanti con George Garzone, Massimo Urbani, Maurizio Giammarco e altri.
Dal 1994 ha iniziato una collaborazione stabile con i "Tete de Bois" come fisarmonicista e pianista, con cui ha partecipato a numerosi concerti in tutta Italia ed al Festival della Canzone d'Autore di Recanati nelle edizioni 1995 e 1997.
Dal 1997 al 2000 collabora con la RAI, esibendosi in diretta, a varie trasmissioni tra cui "RADIOTRE SUITE" ed "INVENZIONI A DUE VOCI"
Nel 2000 e 2001, sempre per conto della RAI, compone le musiche per la commedia radiofonica di FEDERICO FELLINI "SOTTO IL TOVAGLIOLO".
Stimato anche come didatta, esercita l'attività di docente dal 1983, insegnando in varie scuole romane (Testaccio, Ciac, Lab2, Uno) e dirigendo seminari in tutta Italia.
Dal 1991 è docente presso la "Università della Musica" di Roma dove, oltre ad insegnare Pianoforte ed Improvvisazione, è direttore del Dipartimento "Musica d'Insieme".
Nel 2000 è uno dei fondatori della nuova scuola PERCENTO MUSICA dove è responsabile del corso di Pianoforte, Improvvisazione e Musica d'Insieme.
Ha scritto due libri di didattica musicale: COMPENDIO DI MUSICA D'INSIEME vol. 1 e vol. 2, dove compaiono in tutto 54 brani di repertorio multistilistico arrangiati da lui stesso ed altri collaboratori: Tony Mimms, Fabrizio Cardosa e Gianfranco Gullotto. Detti libri sono corredati anche di cd, dove sono incisi gli stessi brani suonati da Massimo Fedeli, Stefano Sastro, Massimo Moriconi, Franco Ventura e Maurizio Dei Lazzaretti.


Progetti

GEZZ-URRÀ

Gezz-Urrà è un complesso modulare dove convivono più formazioni all’interno dello stesso progetto.Il tentativo di Gezz-Urrà è proprio quello di ritrovare le dinamiche dei piccoli jazz-groups divenuti ormai storici come il Piano-Vibe duo, il Piano-trio o il quartetto.
Il concerto viene pensato da Gezz-Urrà come un cerchio dinamico fatto di voci che prendono parte una ad una al “discorso musicale”, partendo da composizioni per “Piano solo” per tornare allo stesso a chiusura del cerchio.
Gezz-Urrà è
Piano Solo (Massimo Fedeli),
Piano-Vibe duo (Andrea Biondi-Massimo Fedeli),
Trio (Fedeli-Graziani-Frenguelli), Quartetto.

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OMAGGIO A BILL EVANS
Gezz-Urrà presenta “Bill Evans conversation with the genius”

Massimo FEDELI pianoforte
Andrea BIONDI vibrafono
Paolo GRAZIANI contrabasso
luca FRENGUELLI batteria

Nella storia del jazz, pochi pianisti hanno saputo valicare i limiti del proprio strumento per divenire un esempio seguito da migliaia di musicisti. Uno di questi è stato William John 'Bill' Evans.
"Fu un uomo estremamente intelligente, un paladino dell'integrità e della bellezza della musica, e non rinnegò mai tali ideali", è stato scritto di lui dopo la sua morte. E miglior epitaffio non si potrebbe concepire per delineare la sua figura di artista, di creatore, di esempio. Arrivato sulla scena jazzistica alla metà degli anni cinquanta, quando la musica afroamericana era dominata dalle idee di Bud Powell, si mise subito in luce per il suo tocco strumentale, le sue concezioni musicali, le sue aeree escursioni armoniche, la sua architettura pianistica; tutte qualità che consentirono l'ingresso nel mondo del jazz di un sostanziale romanticismo, senza alcun utilizzo di particolari effetti né violenza espressiva. In sostanza, il suo fu un personalissimo microcosmo, maneggiato sul piano melodico con rara bellezza espressiva.Lirico di gran razza, Evans ritenne sempre che la musica, per poter "cantare", dovesse aver caratteristiche di purezza, coniugando l'espressività con la bellezza della forma, cosa che solo la genialità delle sue concezioni potevano rendere possibile. Il suo senso ritmico, d'altronde, si è sempre palesato in modo naturale insinuandosi nell'ascoltatore in modo delicatissimo, il suo swing sottile, elegantissimo, ha sempre indotto chi ha suonato con lui (valga per tutti l'esempio di Scott La Faro) a dialogare, a commentare, a far proprio il suo gioco solistico.
Miles Davis "Di sicuro ho imparato molto da Bill Evans. Lui suona il piano nel modo in cui dovrebbe essere suonato". Bill Evans "Attualmente non sono molto interessato allo Zen, come filosofia, né al partecipare ad altri movimenti. Non pretendo di capirlo. Lo trovo semplicemente rassicurante. E in maniera simile al jazz. Come il jazz, non lo puoi spiegare a qualcuno senza perderne l'esperienza.Dev'essere vissuto, perché non sente le parole. Le parole sono i fanciulli della ragione, e quindi, non possono spiegarlo. Queste non possono tradurre il feeling perché non ne sono parte. Ecco perché mi secca quando la gente cerca di analizzare il jazz come un teorema intellettuale. Non lo è. È feeling"







DISCOGRAFIA
"FIDUS BAND"

"SILENT CIRCUS" Splasch records 1989 (Silent Circus)

"IPOTETICO" Map records 1994 (Silent Circus più George Garzone)

"PEZZI DI RICAMBIO" EMI 1997 (Tete de Bois )

"MINGUS" Splasch records 1998
(Jazz Urkestra)

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